Il Monte Grappa chiede aiuto all'Europa

Categoria: Infrastrutture
Pubblicato Sabato, 05 Aprile 2014 04:22
Scritto da LABC
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Giovedì ore 6.50 dall'aeroporto di Venezia, Luca Trevisan portavoce di Radio Gamma 5 e Maria Pia Farronato portavoce de LABC Laboratorio Civico di Romano d'Ezzelino, partono con oltre 6000 firme per la tutela del Monte Grappa alla volta del Parlamento Europeo, ove ad attenderli c'è  l'on. Andrea Zanoni, eurodeputato PD e membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, che sin dallo scorso 22 agosto, dopo aver effettuato un sopralluogo sulla zona, si è unito al coro delle 6000 voci per dire "Giù le mani dal Monte Grappa. Proteggiamo il nostro Veneto da simili inutili, costose e dannose grandi opere fatte in project financing, vogliamo grandi opere di valorizzazione per restituire al Veneto identità, storia, paesaggio e turismo".

CONSEGNA PETIZIONE - BRUXELLES


L'on.Andrea Zanoni, insieme ai rappresentanti dell’Associazione LABC, di Radio Gamma 5 e dell'Associazione Liberi Cittadini per il Grappa, hanno consegnato le 6000 firme, unite alla petizione e allo studio sull’importanza naturalistica e sulle criticità geologiche del Massiccio del Monte Grappa, direttamente nelle mani del Vicepresidente, Giorgio Mussa, della Commissione Petizioni del Parlamento europeo in delega alla Presidente on. Erminia Mazzoni, impegnata in attività parlamentari,  per esprimere il NO degli abitanti della zona tra Castelfranco Veneto (TV) e Cismon del Grappa (VI) alla superstrada Nuova Valsugana e al Traforo del Monte Grappa.

Sotto accusa la superstrada a pedaggio “Nuova Valsugana”, un’opera stradale tra i comuni di Castelfranco Veneto (TV) e Cismon del Grappa (VI) che prevede anche il traforo del Monte Grappa, in un'area soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi D.Lgs 42/2004 - Piano di Area del Massiccio del Grappa, a vincolo idrogeologico forestale (R.D. 3267/1923 - L.R. 52/78) e alla SIC/ZPS IT 3230022 "Massiccio del Grappa" della Rete Natura 2000 tutelata dall’Unione Europea (direttiva comunitaria 92/43/CEE e D.P.R. 357/1997).


Zanoni (PD): “Si tratta di un'opera molto invasiva che avrà delle ricadute ambientali molto importanti sull'ambiente e l'intero assetto idrologico. Bisogna ripensare l'intera progettualità delle grandi opere e fare solo quelle di cui i cittadini hanno veramente bisogno”.

Il futuro dei luoghi sta nell’intreccio di azioni personali e civili. Per evitare la morte di un paese occorre riscoprilo e abitarlo con intimità e memoria storica. E questo vale per i cittadini e più ancora per gli amministratori. Bisogna intrecciare in ogni scelta importante competenze locali e contributi esterni se vogliamo veramente che il PAESAGGIO diventi il MOTORE DEL NUOVO SVILUPPO.

Ecco perchè  Luca Trevisan e Maria Pia Farronato ribadiscono a gran voce: “6000 NO all'ennesima grande opera inutile dannosa e costosa che si vuole imporre quando, invece, si potrebbe ricorrere a delle alternative molto più sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico”. Sottolineano il paradosso di un simile progetto “alla vigilia del centenario della Grande Guerra che rinverdirà di ricordi ciò che è successo sul nostro Monte Grappa con un traforo di ben 12 km, addirittura più lungo del Monte Bianco, anziché pensare a progettualità  di tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, atte a contribuire ad un rilancio concreto dell'area Pedemontana e dei luoghi della Memoria, perché finalmente consapevoli di essere custodi di un patrimonio culturale unitario che non ha eguali. Non esistono due paesi uguali e dunque le politiche devono essere fatte su misura per ogni luogo.






da sinistra il Vicepresidente della Commissione PET, Giorgio Mussa,
l'on. Andrea Zanoni, Luca Trevisan portavoce di Radio Gamma 5 e
dell'Associazione Liberi Cittadini per il Grappa e Maria Pia Farronato portavoce de LABC