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Signore e signori, benvegnui

COLLE DI DANTE e TORRE EZZELINA
Una terra del pedemonte che segnò e segnerà la STORIA

Torre Ezzelina  | Col di Dante (Col Bastia)- ph. Luciano Pontarollo

 

SIGNORE e SIGNORI, BENVEGNUI


Benvenuti sotto questo cielo e sopra questo colle, è un piacere che siate qui a scoprire questo luogo. 
È l'occasione per conoscere le eccellenze artistiche ed enologiche del territorio, a contatto con la natura.
È l'occasione per rimettersi in contatto con la storia.

Sapete dove siamo seduti?
Seguitemi un attimo indietro, lontano nel tempo.

Su questo colle sono stati ritrovati reperti di migliaia di anni fa, che ci parlano di abitati preistorici. Da qui, se con il sole guardate ad ovest, vedrete i colli di Marostica, di Angarano e Bassano centro. Ad est, vedrete i colli di Mussolente e San Zenone. Da un colle all'altro si potevano mandare segnali.

Così, di secolo in secoli, di insediamento in insediamento, di fortificazione in fortificazione, si forma una millenaria, continua fascia di protezione per la pianura sulle due rive della Brenta.

Noi oggi siamo su uno di questi antichi baluardi.

 

Alla vostra sinistra, poco sotto, c'è un pezzo di un antico muro. È conosciuto come “Monumento a Dante” poiché Dante – nella sua Divina Commedia – parla di questo colle.
E degli Ezzelini.

Quel muro è infatti il resto di un antico castello.
Qui, su questa fascia di colli, su questo colle, nel Medioevo nacque qualcosa di grandioso.


Gli Ezzelini arrivano dalla Valsugana e la Valbrenta, lungo questa valle hanno dei possedimenti, ma si insediano nella pianura ad Onara.
Più tardi risalgono lungo la fascia pedemontana.
Lo stesso paese - Romano d'Ezzelino - porta nel nome il ricordo di questa dinastia.

Da questo colle: da Romano, San Zenone, Bassano, Angarano, Marostica, gli Ezzelini estendono il loro potere su Verona, su Treviso, Vicenza, Padova, Belluno, Brescia e Trento.

Lo fanno con metodi medievali: il matrimonio e la spada.

Ma il progetto è innovativo: in un mondo dominato da Papa e Imperatore – sotto i quali si agitano tante città in guerra fra loro – gli Ezzelini mettono in rete il territorio.
La terra frantuamatasi con le invasioni germaniche, inizia lentamente a riunirsi sotto la rete di potere ezzeliniana: le città si ricollegano.

Lo storico Giorgio Cracco ci parla di un Ezzelino «artefice remoto … di una originale identità regionale».

Sotto gli Ezzelini, l'università di Padova continua a funzionare.
Essi favoriscono l'entrata di nuove famiglie nei governi cittadini, come a Verona.

Contro gli Ezzelini viene organizzata una crociata: non in terre lontane, ma qui in europa, su queste terre.

Avevano scontentato le vecchie nobiltà locali e poi... stavano dalla parte dell'Imperatore.
Quando muore l'Imperatore, gli Ezzelini rimangono i principali avversari del Papa.
La Chiesa e tutte le città sono ora contro di loro.
Ezzelino III muore a Cassano d'Adda, lungo quel fiume che poi sarà il confine occidentale della Serenissima.
Gli Ezzelini anticipano di due secoli lo Stato da Tèra di Venezia.

Vengono dipinti come più cattivi degli altri, i loro castelli rasi al suolo, la loro famiglia massacrata.
I loro possedimenti vengono spartiti.
Ma 140 anni dopo, nel 1400, le città che li avevano combattuti ritrovano pace e unità dandosi a Venezia.
Così Venezia, che pure li aveva combattuti, riprende con metodi nuovi e più pacifici il filo spezzato dell'esperienza ezzeliniana partita da qui.

Questa è la storia su cui siamo seduti,
sentitela vostra e con orgoglio identitario siate protagonisti di una NUOVA GRANDE STORIA!

 


Testo di
Michele Brunelli  


27 luglio 2017, Romano d'Ezzelino