Il Futuro è l'Identità

Categoria: LABC
Pubblicato Giovedì, 03 Gennaio 2013 17:14
Scritto da LABC
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LABC - Laboratorio Civico

E’ nel nostro patrimonio artistico, nella nostra lingua, nelle nostre terre, nella capacità creativa degli italiani che risiede il cuore della nostra identità, che si basa sulla consapevolezza di essere custodi di un patrimonio culturale unitario che non ha eguali. Non esistono due paesi uguali e dunque le politiche devono essere fatte su misura per ogni luogo. Non ci può essere un centro che decide.
Il futuro dei luoghi sta nell’intreccio di azioni personali e civili. Per evitare la morte di un paese occorre riscoprilo e abitarlo con intimità e memoria storica. E questo vale per i cittadini e più ancora per gli amministratori. Bisogna intrecciare in ogni scelta importante competenze locali e contributi esterni. Intrecciare politica e poesia, economia e cultura, scrupolo e utopia.


Per il futuro non è solo un problema di risorse, è questione di sguardo, di azioni diffuse che incrocino buone pratiche amministrative e stili di vita che tengano conto dello sfinimento della Terra.
Le altre nazioni hanno il Mediterraneo sull’orlo. Noi ci stiamo in mezzo, solo noi abitiamo il Mediterraneo interiore, la colonna vertebrale che è il nostro Appennino e la nostra testa che sono le Alpi. Da qui può partire un nuovo modo responsabile di vivere i luoghi, improntato a un’idea di comunità inclusiva del respiro degli uomini e dell’ambiente.


L’Italia interna può diventare il laboratorio di un nuovo modello che restituisca al territorio il suo valore in termini ambientali, socio-culturali ed economici.

Mi unisco nel pensiero di Franco Arminio col dire che: occorre "Distendersi ogni tanto con la pancia per terra" e imparare ad ascoltare la voce della terra, farla entrare dentro, farsi catturare lo stomaco, impregnarla di cuore e condurla alla mente per creare suggestioni, suggestioni per la gente e per gli amministratori.
Sono le suggestioni che riaccendono il popolo e la vita comunitaria.

Franco quando parla di suggestione, scrive: [...] Terra e cultura più che cemento e uffici. Prodotti tipici da consumare non solo nelle sagre.
Sistemare le strade provinciali, togliere le buche, restaurare i paesaggi, le pozze d’acqua, ripulire i fiumi, i torrenti. Coltivare un pezzo di terra. Piantare alberi da frutta e obbligare gli acquedotti a mettere almeno una fontana pubblica in ogni paese.
Adottare un luogo e prendersene cura. Un piano dove siano previste zone inoperose, in cui non solo non si fabbricano case, ma non si fa neppure agricoltura. Zone dove non si taglia neppure la legna. Un piccolo cuore selvatico per ogni paese.
Ascoltare gli anziani, lasciare che parlino della loro vita. Avere cura che i propri figli imparino a cucinare e a fare lavori manuali. Ogni paese deve avere un piccolo teatro e una sala per suonare. Le scuole devono essere aperte la mattina per i ragazzi e la sera per gli adulti.
Viaggiare fuori dai confini. Tenersi la testa tra le mani ogni tanto. Svegliarsi ogni tanto alle tre di notte. Uscire all'alba almeno una volta al mese. Comprare il formaggio da chi lo fa, fare la spesa nei piccoli negozi. Riportare gli animali nei paesi. Un paese in cui non ci sia un uovo fresco non ha senso. Riportare le feste patronali alle antiche tradizioni. Canti e teatro al posto delle betoniere. Stabilire che in ogni consiglio comunale ci debba essere come primo punto all’ordine del giorno un’iniziativa culturale.
Stabilire che ogni amministrazione comunale faccia per legge un’assemblea pubblica ogni sei mesi sulle scelte riguardanti la comunità.
Essere scrupolosi, ma farsi tentare dalla fantasia, dall'impensato. Dire quello che vediamo assai più di quello che pensiamo.[...]

E' compito nostro ricordare, custodire e tutelare il principio fondamentale della nostra memoria storica: La Nostra IDENTITÀ che sta negli occhi, nella mente, nella memoria dell'anima di tutto il mondo.

Il futuro dipende da quanto bene vogliamo alla nostra Madre Terra che è la nostra identità.

La Costituzione, con l'art.9, ha espresso come principio giuridico quello che è scolpito nella coscienza di ogni italiano, ha reso legge la nostra memoria storica e il nostro patrimonio, quindi i nostri "poveri" padri costituenti hanno "prestato" a noi la Terra, a noi che siamo i loro figli nella speranza di un futuro responsabile.

Oggi tutti noi siamo cresciuti e da figli siamo diventati padri ed allora vi chiedo: per i nostri figli cosa vogliamo fare?

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