Uno de LABC

Categoria: LABC
Pubblicato Giovedì, 25 Aprile 2013 16:39
Scritto da LABC
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LABC

A 50 anni proprio nel mezzo della mia vita lavorativa  autonoma mi ritrovo in questa "depressione" economica mondiale, accentuata soprattutto qui in Italia e in pochi altri paesi europei. Venticinque anni di attività caratterizzati soprattutto dalla voglia di fare e correre a destra e sinistra, su e giù per il mondo. Sacrifici ripagati dai pochi momenti in cui stavo con la mia famiglia: i miei figli e mia moglie, capaci di cancellare ogni difficoltà e i giorni di lontananza.

In Italia le istituzioni non contano, hanno perso potere e dignità.
Sei solo contro tutti, ma è questo individualismo che ci caratterizza e ci distingue. Noi italiani "ci arrangiamo" ed è per questo che, lo voglio proprio dire, siamo una marcia avanti rispetto a molti altri popoli.
In contrapposizione, purtroppo abbiamo una società senza regole dove persone di pochi scrupoli, disoneste e solitamente incapaci "moralmente", sfruttano la propria posizione, arricchendosi sulle spalle di persone povere e indifese.

Oggi il lavoro se ne stà andando dall’Italia.
Vedo giovani alla ricerca di un posto di lavoro, di un’identità negata dai tempi; vedo famiglie, oggi sempre più sofferenti, costrette ad un lavoro che ruba, giorno dopo giorno,  sempre più tempo alla vita familiare.
Abbiamo corso per i finti bisogni, perchè bisognava essere uno status symbol, come dicevano i media e la classe dirigente, e corriamo con affanno anche oggi perchè, servono "i sacrifici" per sbarcare il lunario,  come dicono i media e la classe dirigente.
Non è l’Italia che avevo in mente per i miei figli, per i giovani, per gli adolescenti, per i ragazzi e le ragazze, per i bambini, per i neonati………..la nuova generazione insomma! Sono la nostra linfa, la nostra ragione di essere che dobbiamo salvaguardare!

Questo è lo stato d’animo che mi affligge giorno dopo giorno oramai da alcuni anni. 
Ma quello che ha fatto scattare la molla è quando ho assistito ad un ulteriore sopruso alla società e alla mia famiglia, ossia "l’apparizione" di una grande infrastruttura: La Nuova Valsugana.
Questo ennesimo scempio del territorio che tocca il mio paese, la mia vita, la mia famiglia, i miei amici, i miei concittadini mi ha fatto alzare in piedi e dire: "Io non ci stò, più".

Mi sono reso conto che non è il progetto della Nuova Valsugana in sé, ma il tradimento perpetrato dalla Pubblica Amministrazione e dalla classe Politica.
Mi sono reso conto che fare il buon padre di famiglia solo per la mia famiglia non è più sufficiente.
Mi sono reso conto che se voglio modificare in meglio questa società devo dedicare agli altri, parte del mio lavoro e del mio tempo.

Non so se ci vorranno decenni o solo pochi anni, ma sono consapevole che questa è la strada da percorrere per cambiare l’Italia; per creare una nuova classe dirigente sincera ed onesta che ci amministri e conduca i nostri giovani e i nostri figli verso un futuro migliore.

In 50 anni abbiamo creato benessere diffuso e lo abbiamo distrutto. Forse è stata una prova.

Nei prossimi decenni dobbiamo rientrare in armonia con la Terra e gli Esseri viventi, dobbiamo diffondere questo status oltre confine, in ogni luogo e in ogni societa della terra. 

Vi sembra poco?
………………allora è bene che inizio e iniziamo a lavorare da SUBITO!

Uno de LABC