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LABC sull'IMU: si con il diritto di abitazione

LABC sull'IMU: si con il diritto di abitazione

Negli anni passati era possibile che le famiglie con il proprio lavoro producessero un risparmio sufficiente a garantire la possibilità di acquistare la propria abitazione, principio tra l’altro sancito anche dalla Costituzione.

Oramai il risparmio delle famiglie si è abbassato riducendosi così tanto che oggi nessuno parla più di risparmio. Questa è una tra le tante anomalie che l’attuale crisi economica ha generato. Oggi i giovani con un lavoro precario, o con contratti intermittenti, oltre ad avere difficoltà a sostenere i costi di una famiglia, non sono in grado di fare alcun risparmio, né di ottenere mutui dalle banche.
Di conseguenza i genitori che nel passato hanno potuto contare su un piccolo risparmio che ha permesso loro di costruire/acquistare degli immobili, inizialmente per avere un reddito aggiuntivo per la propria vecchiaia, oggi devono impiegarlo per dare un tetto ai propri figli che vogliono avere una famiglia.

 


Purtroppo la tassazione IMU in questo fronte compie un grave torto: i figli che ricevono un immobile dai propri genitori con la formula del “comodato d’uso gratuito“, non hanno alcuna agevolazione ai fini del calcolo IMU, e la beffa arriva ai genitori i quali debbono pagare l’imposta ad aliquota piena.

Ritenendo ingiusta la vessazione, si è cercato di trovare una soluzione “pulita” che possa essere condivisa anche con le amministrazioni locali che poi debbono applicare la legge ed i controlli di merito.

Nell’attento esame del quadro normativo emerge che il “diritto di abitazione” trasferisce a chiunque l’uso dell’immobile, e quindi anche ai figli. Essendo un cosiddetto “diritto realepuò essere trascritto al catasto e da quindi diritto al figlio che riceve in uso l’immobile, la possibilità che lo stesso sia considerato come prima casa con tutte le franchigie e deduzioni di aliquota previste.

Per la concessione del diritto é sufficiente che questa sia redatta con un normale documento firmato tra genitore proprietario e figlio utilizzatore, dove si esprima chiaramente la concessione del diritto di abitazione.
Successivamente questi hanno due strade:

  • la prima, per una efficiente inopponibilità in tutte le sedi e gradi di giudizio tributario, prevede la registrazione della una scrittura privata autenticata a tassa fissa con marca da bollo ordinaria (la spesa non è eccessiva a fronte del gran risparmio sulla tassa)
  • la seconda strada – se si vuole risparmiare ulteriormente – prevede la sola apposizione del timbro postale per la data certa, ma è preferibile la prima che offre maggiori garanzie di tutela. 

Successivamente, in tutti i casi, si dovrà darne comunicazione (meglio scritta e protocollata) al Comune dove è situato l’immobile.


Noi siamo convinti che, così operando, si renderà giustizia a dei soggetti che, essendo già in difficoltà economica con la miope normativa IMU, si trovano a fare i conti con ulteriori disagi nel budget familiare.

Quindi invitiamo tutti  i cittadini, che hanno situazioni di comodato di uso gratuito verso i propri figli, ad attivarsi per risparmiare per affrontare con serenità il prossimo appuntamento di dicembre, che sarà particolamente difficile poichè oltre all'IMU scenderà in campo la TARES.

Noi  de LABC lanceremo "LABC sull'IMU", in collaborazione con dei professionisti del settore, ci attiveremo nel comune di Romano d'Ezzelino per degli appuntamenti calendariali, presso le strutture che verranno indicate, per offrire informazioni, guide utili e assistenza nella presentazione delle pratiche preposte.