_______ Eventi-Attività _______

 

_____ L'Eco dalle Terre _____

________ Calendario ________

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 

________ Link Utili ________

REFERENDUM COSTITUZIONALE | INCONTRI-DIBATTITO a Romano d'Ezzelino

LABC-Laboratorio Civico in occasione del prossimo 4 Dicembre, la data in cui il popolo italiano è chiamato ad esprimere il proprio parere sulla riforma costituzionale attraverso un Referendum, promuove ed organizza a Romano d'Ezzelino tre importanti appuntamenti di approfondimento, con l'obiettivo principale di fornire alla cittadinanza tutte le informazioni necessarie ed utili per conoscere tutti gli aspetti e capire a fondo la natura di questa profonda modifica costituzionale, che risulta essere la più vasta e complessa mai intrapresa nella storia della Repubblica italiana, che prevede la modifica di più di 40 articoli, tanti quanti ne sono stati modificati nel corso degli ultimi 70 anni.


Nel corso dei tre diversi incontri-dibattito, si cercherà con obiettività di entrare nel vivo della diatriba che oggi divide le varie fazioni, per sviscerare tutti gli aspetti della riforma, offrendo ai cittadini presenti la possibilità di ascoltare e di interagire con i relatori, per farsi un'idea propria e comprendere a fondo le ragioni che hanno spinto il governo a presentare questa legge costituzionale, richiedendone altresì la fiducia. Si potranno conoscere e capire le possibili conseguenze in caso di una vittoria del SI o del NO, le interconnessioni che legano la riforma costituzionale ai trattati bilaterali (TTIP - TiSA - CETA) tra le potenze economiche mondiali e i timori di un popolo sovrano che mai come ora si trova a vivere un momento storico in cui la democrazia è severamente messa in discussione.


Segnatevi in agenda questo ciclo di appuntamenti e ricordatevi che il Referendum Costituzionale non prevede nessun quorum, quindi è certamente necessario ed importante conoscere, approfondire e capire, ma soprattutto è fondamentale che con responsabilità  tutti noi, aventi diritto, #IL4DICEMBREANDIAMOAVOTARE.

REFERENDUM COSTITUZIONALE | INCONTRI-DIBATTITO a Romano d'Ezzelino

 

 

Gli elementi essenziali della riforma costituzionale sono 4:

  • Superamento del bicameralismo perfettamente paritario
  • Riduzione del numero dei senatori e taglio delle spese
  • Revisione della suddivisione delle competenze tra Stato e Regioni
  • Eliminazione delle province dalla costituzione e soppressione del CNEL

La Camera viene eletta a suffragio universale e diretto e si rinnova completamente alla scadenza del mandato. I senatori, invece, sono eletti dai consigli regionali e delle province autonome tenendo conto delle scelte dei cittadini.

Il Senato è composto al massimo da 100 membri: 95 sono eletti con metodo proporzionale dai consigli e scelti tra i consiglieri regionali e i membri sindaci; 5 senatori sono nominati dal Presidente della Repubblica per un mandato di massimo 7 anni non rinnovabile. Per quanto riguarda lo status dei senatori, la durata del mandato deve coincidere con quella dei consigli regionali dai quali sono eletti e ai senatori non spetta alcuna indennità per l’esercizio del mandato e le loro attività parlamentari.

Fine del bicameralismo perfetto significa che Senato e Camera dei deputati esercitano la funzione legislativa paritaria solo in alcune materie:

  • leggi di revisione costituzionale e altre leggi costituzionali
  • tutela delle minoranze linguistiche
  • referendum
  • ordinamento, funzioni e legislazione elettorale di comuni e città metropolitane
  • autonomie regionali

Per le leggi non bicamerali l’approvazione dei ddl avviene così: l’esame dei ddl è avviato dalla Camera che, dopo l’approvazione, trasmette il testo al Senato. Se il Senato decide di esaminarlo può apportare modifiche al testo e la Camera può decidere se accoglierle o respingerle.

Le proposte di modifica riferite a progetti di legge in cui è prevista la “clausola di supremazia”, adottate dal Senato a maggioranza assoluta, sono superabili dalla Camera solo a maggioranza assoluta.
Facendo un piccolo passo indietro, la clausola di supremazia consente alla legge dello Stato, su proposta del Governo, di intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richiede la tutela dell’unità giuridica ed economica del Paese.

I tempi del procedimento legislativo vengono ridotti nel caso di ddl in materia di bilancio e di quelli in cui è prevista la clausola di supremazia. Inoltre il Governo, per garantire una corsia preferenziale ai ddl essenziali per l’attuazione del suo programma, può chiedere la votazione entro e non oltre 70 giorni, fatta esclusione per alcuni tipi di leggi come quelle elettorali e quelle di ratifica dei trattati.

Oltre alla fine del bicameralismo perfetto la riforma costituzionale 2016 promuove anche la fine del cosiddetto “federalismo” in Italia, poiché si danno maggiori poteri allo Stato a scapito delle Regioni (a differenza di quanto accaduto con la riforma del 2001).

 


 

Riforma costituzionale, cosa cambia: tutte le novità in 10 punti

Cosa prevede, punto per punto, la nuova riforma della Costituzione a cui dovremo dire sì o no? Qui vi illustriamo le principali novità riassunte in 10 punti.
Se desideri leggere il testo di legge presentato alla camera ► VEDI QUI

1)     La fine del bicameralismo perfetto
La Camera dei deputati diventerà l’unica assemblea legislativa e manterrà da sola il potere di votare la fiducia al governo. Si tratta di un aspetto controverso che, se da un lato porterebbe a velocizzare il processo legislativo, dall’altro potrebbe assegnare troppi poteri ai futuri governi.

2)     Un nuovo Senato
Il numero dei senatori verrà ridotto da 315 a 100 di cui 5 saranno scelti dal Presidente della Repubblica e 5 dalle Regioni “in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi”.
Inoltre i senatori non riceveranno alcuna indennità aggiuntiva ma godranno dell’immunità parlamentare. Restano i senatori a vita: saranno gli ex presidenti della Repubblica che non verranno conteggiati nel numero dei senatori scelti dal Colle.

3)     La funzione legislativa del Senato
I senatori avranno competenza legislativa per quanto riguarda le riforme costituzionali, le ratifiche dei trattati internazionali relative all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, le leggi elettorali degli enti locali e quelle sui referendum popolari. Inoltre ogni disegno di legge approvato dalla Camera verrà subito trasmesso al Senato che entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, potrà disporne l’esame.
Nei trenta giorni successivi il Senato potrà deliberare a maggioranza assoluta proposte di modifica del testo sulle quali, in seguito, la Camera si pronuncerà invia definitiva. Ai nuovi senatori spetterà anche il compito di esprimersi sulle leggi di bilancio ma entro 15 giorni e con la maggioranza assoluta.
Anche in questo caso, l’ultima parola spetterà sempre alla Camera. Infine, il governo potrà chiedere alla Camera che un provvedimento ritenuto fondamentale per l’attuazione del suo programma sia esaminato in via prioritaria e votato entro 70 giorni (con possibilità di proroga per altri 15).

4)     L’elezione del Presidente della Repubblica
Il capo dello Stato sarà eletto dai 630 deputati e dai 100 senatori. Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto si scende ai tre quinti mentre dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.

5)     Referendum e leggi di iniziativa popolare
Per proporre un referendum serviranno 800 mila firme, contro le 500 mila attuali. Dopo le prime 400 mila la Corte costituzionale darà un parere preventivo di ammissibilità. Per quanto riguarda invece la presentazione di progetti di legge di iniziativa popolare, il numero di firme necessarie è triplicato, da 50 mila a 150 mila. Vengono inoltre introdotti in Costituzione i referendum popolari propositivi e di indirizzo.

6)     Le nomine dei giudici della Consulta
I 5 giudici della Consulta non saranno più eletti dal Parlamento riunito in seduta comune ma verranno scelti separatamente dalle due Camere. Al Senato ne spetteranno due e alla Camera tre.
Per la loro elezione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti per i primi due scrutini, mentre dagli scrutini successivi è sufficiente la maggioranza dei tre quinti.

7)     L’abolizione di Cnel e Province
La riforma costituzionale prevede l’abrogazione totale dell’articolo 99 della Costituzione riguardante il Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro.
Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge verrà nominato un commissario straordinario a cui sarà affidata la liquidazione e la ricollocazione del personale presso la Corte dei Conti. Dal testo della Costituzione viene eliminato anche il riferimento alle Province ma sono previste delle premialità per le Regioni “virtuose”, quelle cioè con i conti in regola.

8)     Disposizioni per Regioni ed enti locali
Vengono introdotti indicatori di costi e fabbisogni per rendere più efficienti le funzioni pubbliche dei comuni, delle città metropolitane e delle Regioni. In caso di accertato stato di dissesto degli enti territoriali gli amministratori regionali e locali vengono allontanati dall’incarico. Infine si pone un limite al compenso dei dirigenti di organi regionali, che non sarà superiore a quello dei sindaci dei capoluoghi di Regione.

9)     La legge elettorale: ricorso preventivo alla Consulta
Prima della loro promulgazione le leggi che disciplinano l’elezione dei parlamentari potranno essere sottoposte al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte Costituzionale. Il ricorso motivato dovrà essere presentato da almeno un quarto dei componenti della Camera o almeno un terzo dei componenti del Senato entro 10 giorni all’approvazione della norma. La Consulta si pronuncerà entro 30 giorni e, in caso di dichiarazione di illegittimità, la legge non sarà promulgata.
Lo stato di guerra è deliberato dalla Camera a maggioranza assoluta.

10)   L’equilibrio nella rappresentanza
Nell’articolo 55 della Costituzione entra un nuovo comma: “Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza”.
Viene così rafforzato il principio della parità di accesso alle cariche elettive. L’equilibrio di genere tra donne e uomini nella rappresentanza è previsto anche negli organi regionali in base a principi fondamentali stabiliti dalla legge statale.