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Il PAESAGGIO diventa motore di SVILUPPO

LABC - Laboratorio Civico

LA REGIONE VENETO HA VARATO IL NUOVO PIANO: P.T.R.C.

comunicato nr. 613 del 15/04/2013

E’ nel nostro patrimonio artistico, nella nostra lingua, nelle nostre terre, nella capacità creativa degli italiani che risiede il cuore della nostra identità, che si basa sulla consapevolezza di essere custodi di un patrimonio culturale unitario che non ha eguali. Non esistono due paesi uguali e dunque le politiche devono essere fatte su misura per ogni luogo. Non ci può essere un centro che decide. Il futuro dei luoghi sta nell’intreccio di azioni personali e civili. Per evitare la morte di un paese occorre riscoprilo e abitarlo con intimità e memoria storica. E questo vale per i cittadini e più ancora per gli amministratori. Bisogna intrecciare in ogni scelta importante competenze locali e contributi esterni. Intrecciare politica e poesia, economia e cultura, scrupolo e utopia.


Per il futuro non è solo un problema di risorse, è questione di sguardo, di azioni diffuse che incrocino buone pratiche amministrative e stili di vita che tengano conto dello sfinimento della Terra. Le altre nazioni hanno il Mediterraneo sull’orlo. Noi ci stiamo in mezzo, solo noi abitiamo il Mediterraneo interiore, la colonna vertebrale che è il nostro Appennino e la nostra testa che sono le Alpi. Da qui può partire un nuovo modo responsabile di vivere i luoghi, improntato a un’idea di comunità inclusiva del respiro degli uomini e dell’ambiente.

Con questo scritto, i primi giorni di gennaio, noi de LABC esordivamo (vedi articolo) nella volontà di intraprendere, partendo da Romano, un viaggio condiviso e impegnato, cercando, nel nostro piccolo, di portare un contributo costruttivo a questo necessario percorso di cambiamento. Ci siamo proposti come un laboratorio di nuove idee, di nuovi stili,  idee e stili capaci di far scattare la molla individuale di ciascuno, riportandolo alla partecipazione attiva, con l'obiettivo di rilanciare il Territorio attraverso la stesura di un nuovo modello di sviluppo capace di restituire  allo stesso il suo valore in termini ambientali, socio-culturali ed economici.

Da allora è iniziata la nostra bella avventura di studio, di progetti, di attività e di "rete". Una grande "battaglia" di sensibilizzazione e di informazione, che ha visto nascere una grande collaborazione con molti gruppi dalla vallata alla pedemontana, che ha portato alla nascita di una grande novità che è L'ECO DALLE TERRE (vedi articolo).

Abbiamo unito gli intenti ed insieme siamo convinti che il futuro dipenda da quanto bene vorremo alla nostra Madre Terra, al nostro territorio che sono la nostra identità, da valorizzare in ogni singolo aspetto.

Su questa strada, in pochi mesi, ci siamo impegnati nel territorio con molteplici attività, e fra queste proprio la petizione al PTRC.
Abbiamo tenuto una serie di serate informative, per porre l'attenzione di tutti, in particolare quella degli amministratori locali, sulla pericolosità del PTRC, nonochè della sua nefanda misura del 38.
Abbiamo voluto essere più incisivi e concreti, per dare una risposta alle oltre 3.500 firme raccolte in funzione della richiesta di abrogazione  dello stesso, e dalla collaborazione con l'Ufficio Legislativo Regionale è nata la prima attività: la Mozione al 38.

Durante la settimana abbiamo invitato oltre 250 comuni Veneti ad attivarsi in merito al PTRC e preso contatti diretti con molti amministratori sensibili alla tematica, il risultato è stato pressochè immediato, anche la Regione si è attivata, come promesso il 29 gennaio quando abbiamo consegnato la petizione (vedi articolo). Infatti nel week-end, la Giunta Regionale ha varato il nuovo piano (comunicato nr. 613 del 15/04/2013), aggiustando di fatto il PTRC di "nuova generazione" (adottato), proprio sulla tematica del paesaggio: "Il Paesaggio diventa motore di sviluppo".
La variante, come viene dichiarato dall'assessore all'Urbanistica Zorzato, sigla la volontà di "trasformare la tutela e la valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio veneto in un nuovo modello", si dice Stop allo sprawl urbano (città diffusa) che mangia terreno agricolo e  si dà il via libero alla riqualificazione e alla messa in sicurezza del territorio.

Ricordiamo che la precedente Giunta dichiarava nelle note tecniche che accompagnano il PTRC di "nuova generazione" (adottato nel febbraio del 2009), proprio in materia di vincoli giuridici gravanti sul territorio veneto: "Pochi, pochissimi vincoli nuovi, il minimo indispensabile", dichiarava altresì che avrebbe provveduto in un secondo momento a definire i vincoli (demonizzati in più occasione perchè visti come elemento ostativo al progetto di crescita), rinunciando di fatto ad applicare l'unico strumento legislativo che tutela il paesaggio, l'ambiente e i beni culturali, cioè il CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO. In un'altra nota si leggeva ancora che questa logica era frutto di una strategia di sviluppo perchè servivano "Tempi brevi e certi, solo questi potevano rappresentare il migliore incentivo per rianimare gli investimenti privati (la rete dei privati). Progetti strategici regionali possono dare l'esempio". Un Piano che sino ad oggi è rimasto chiuso nel cassetto, ma un piano che in silenzio a sottratto la podestà delle scelte agli istituti rappresentativi della democrazia.

Oggi quanto dichiarato sui giornali e sul bollettino ufficiale è decisivamente un CAMBIO DI ROTTA!
Questa apertura è un grande passo che gratifica il lavoro di denuncia e di proposta promosso dal forum del paesaggio, che in questi mesi si è adoperato con impegno e responsabilità, mantenendo sempre il massimo rispetto delle istituzioni, proponendo tavoli di discussione e portando avanti un nuovo progetto propositivo di rilancio del Territorio.

Attendiamo ora  la pubblicazione del bur per leggerlo nel dettaglio e poi scattano i 120 giorni come previsto dall'articolo 25 comma 5 della LR 11/2004  per presentare le osservazioni, sottolineaimo questo perchè erronamente nel bollettino sono indicati i 60 giorni.
Speriamo che finalmente  il PTRC diventi un valido strumento che regoli e pianifichi il territorio promuovendolo nelle sue risorse, ci auguriamo che il Consiglio Regionale finalmente lo discuta e lo approvi, le carte tenute dentro i cassetti delle amministrazioni venete hanno prodotto danni, il territorio ha bisogno di trasparenza e di partecipazione costruttiva.

 

Riproponiamo l'intervista di radio Gamma a LABC che racchiude la denuncia e l'impegno a lavorare per il territorio.

 

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