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Facciamo un 48 se non si ferma il 38

Facciamo un 48 se non si ferma il 38

Non temete non faremo la rivoluzione del 21° secolo, ma di sicuro opereremo con una presa di posizione più forte ed incisiva sull'argomento: Cerchi Strategici da 2 km di raggio.

Ci faremo sentire, soprattutto con le Amministrazioni accerchiate, costrette a mettere mano a PAT/PATI e PI, che hanno ora il dovere politico di pronunciarsi in merito al 38 in sede di Consiglio Comunale, per farlo sarà sufficiente accogliere la mozione, che da mesi abbiamo redatto ed inoltrato a ben oltre 300 comuni del Veneto (ad oggi risulta che solo Martellago l'abbia portata messa ai voti).
Alle Amministrazioni che si mostreranno sensibili alla difesa del territorio chiederemo, non solo di pronunciarsi politicamente, ma di andare oltre e di rendersi protagonisti, anche in solido con altre realtà sensibili, di  un'azione che porti ad eliminare definitivamente il 38 e allo stesso tempo che attui un'azione correttiva a questo PTRC (a)variato.



La mozione è un'attività trasversale che non guarderà agli antagonismi politici, tra maggioranza e opposizione, nè ai colori o alle bandierine, il nostro unico intento è che la stessa arrivi in Consiglio Comunale, obbligando tutti i consiglieri a prendere una posizione chiara nei confronti del PTRC, del 38 e in alcuni comuni, pure sulla SPV e sulla Vaslugana.

Il Consiglio Comunale verrà chiamato a rispondere personalmente, al di là della competenza formale, in merito alla TUTELA DEL TERRITORIO, chiediamo loro di metterci la faccia con un semplice atto politico, che risponda alle domande dei cittadini preoccupati di vedersi STRAPPARE LA TERRA.  

Non cesserà il nostro coraggio e la nostra determinazione nel  dire NO sino all'ultima spiaggia, affinché  questo esproprio dell'autonomia locale e della terra veneta non trovi forma in mezzo a tanta indifferenza degli Enti locali, che sicuri della concertazione e/o  della compensazione, non muovono dito o peggio ancora ostacolano.


Senza usare tanti giri di parole, sappiamo benissimo che, come sta scritto nella nota esplicativa al parere espresso dal VTR sul 38, "a favordella Regione può essere conseguito, attraverso qualsiasi percorso procedurale idoneo, qualsiasi sottrazione dei nostri preziosi lembi di terra finirà strategicamente nell'occulto sistema del Project Financing.

A pronunciarsi contro la logica urbanistica del Veneto, si è mossa anche la Corte Costituzionale, ponendo  un freno alla continua ricerca di avere la VIA libera, non solo sulle infrastrutture e  sulle grandi, ma anche sulle piccole opere (ndr con sentenza numero 251 depositata il 28 ottobre 2013 ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 22 della Legge della Regione Veneto 28 dicembre 2012 numero 50 nella parte in cui non prevede l’obbligo della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per i centri commerciali di medie dimensioni).

Noi de LABC, unitamente al contenitore Eco dalle Terre, da oltre un anno ci stiamo impegnando per impedire che si concretizzi questa misura, perchè figlia di un PTRC, che presenta solo nel titolo, "variante parziale con attribuzione della valenza paesaggistica", la parola PAESAGGIO, quanto alla sua tutela  e rivalorizzazione tutto è rinviato e non è chiaro come ed a chi, l'importante è stato definire, in primis, chi avrà il pieno controllo su tutto e si legge chiaramente:"GIUNTA REGIONALE".

Dalla lettura del Piano e dai recenti incontri pubblici, troviamo conferma a quanto asserito sino ad ora, la Regionale Veneto, infatti, attraverso la sua  Giunta,  ha espresso la sua netta intenzione di attuare un  disegno neo-centralista, soprattutto in termini urbanistici, e con ferma convinzione ritiene necessario riacquisire tutte quelle deleghe che in passato aveva trasferito agli Enti Locali, e attraverso questa operazione di "tenuta", così la chiama il Vicepresidente Marino Zorzato,  impedire che le territorialità perseverino negli orrori e negli obbrobri urbanistici.

Gli Enti Locali, nella figura del sindaco, sono stati accusati di essere i primi responsabili del "disordine urbano veneto", visto il loro atteggiamento troppo attento alle politiche perequative concessione/voto anzichè lungimiranza urbanistica, conseguendo a pratiche discutibili.

Di primo acchito il tentativo di spacciare il 38 quale meccanismo di difesa e di salvaguardia al territorio, assunto con lo spirito di rieducare i soggetti "rei", in passato, di aver attuato uno sviluppo urbanistico disarmonico e, oggi, complice anche la crisi, "incapaci" di uscire dallo stallo che fa  lievitare la pila di pratiche sulla scrivania, annullando qualsiasi segno di vitalità edile, sembra funzionare.

Per carità, funziona se ricondotto a specifiche realtà amministrative poco attente alle colate di cemento, ma se approfondiamo meglio il motto "Salviamoci dalle territorialità", il palco non regge.  
E' vero che si è creata una falla, quindi parlare di "tenuta" è legittimo, ma è altrettanto legittimo chiedersi: "Questo Titanic chi l'ha costruito? Chi l'ha fatto salpare?"

Essere camaleontici  è tipico della politica, ma le responsabilità e l'assenza di un sistema di controllo sono da attribuire ad un sistema messo in piedi dalla Regione Veneto,  che sino a prova contraria è il Comandante della Nave.

Gli Enti locali sono semplicemente saliti a bordo e, in veste di sottordine, hanno navigato seguendo la rotta "ordinata" dal Comandante, poi nonostante la stazione radio di bordo annunciasse la presenza "iceberg" in avvicinamento, non sono state intraprese manovre correttive, anzi il Comandante si è concentrato di più nell'aumentare la velocità per giungere per PRIMO a fare l'inchino all'Europa, sottovalutandoil rischio di collisione.
Ecco che l'orgoglioso Titanic presto o tardi si troverà a fare i conti con il suo tragico destino, ma noi non vogliamo che questo accada e desideriamo adoperarci per evitarlo, ma  è chiaro che per metterci in sicurezza servono degli amministratori capaci  di spiegare le vele e, soprattutto, contro l'ordine di comando essere pronti  a strambare!