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La Pedemontana, 4800 mappe...

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La Pedemontana che non conosci e che non ti aspetti. L'altra sera a Rosà la sala del teatro Montegrappa era piena di gente proveniente da molti comuni dell'Alto vicentino per discutere e sentire ancora parlare di Pedemontana Veneta, oltre che di nuova Valsugana e di abolizione del diritto della Regione Veneto di gestire come vuole le aree vicine per due chilometri alle nuove arterie. In un momento di crisi della politica la gente sembra particolarmente sensibile ai temi dell'ambiente.

 

«Ci sono oltre 4800 carte e mappe, come fanno i cittadini a venire a sapere ciò che sta per succedere sulle loro spalle?» ha detto esordendo l'architetto Massimo Follesa presidente del Covepa, Comitato Veneto per la Pedemontana Alternativa. C'è stato però chi , con testardaggine e puntigliosità, ma anche con competenza, le carte le è andate a controllare fino in fondo, ed è stato Antonio Bonamin, della consulta per l'ambiente di Rosà, che in modo quasi certosino, ha verificato con le mappe satellitari e i disegni della Pedemontana che cosa succederà in un comune come Rosà. E sono emerse cose interessanti. I terreni espropriati ad esempio. A Rosà ammontano a una cifa impressionante, nonostante i soli quattro km di passaggio della nuova arteria nel comune: si tratta di ben 337.550 metri quadri, pari a 75 campi da calcio. La strada poi verrà realizzata in trincea, e quando passerà sotto la ferrovia Bassano Padova sarà a un livello così basso che, sommato ai pozzi raccoglitori di acque, potrebbe toccare la falda. Infine una curiosità: il casello di Bassano Est che verrà realizzato a Borgo Tocchi, con l'innesto della nuova Valsugana, disterà 3.200 metri dal casello di Loria dove ci sarà l'innesto della bretella Est o strada del Santo e 4.500 metri dal casello della bretella ovest vicino a Quartier Prè.
Conseguenza: il traffico proveniente da nord lungo la Valsugana sceglierà la bretella est e non l'eventuale bretella ovest.
La serata però è vissuta anche sull'appello a firmare contro l'articolo 38 del P.T.R.C., che permette alla Regione di prevedere interventi edilizi senza sentire i comuni per un raggio di 2 chilometri dai caselli autostradali. E’ toccato a Maria Pia Farronato del Laboratorio Civico di Romano illustrare questo aspetto che permetterebbe interventi soffocanti. «Dove vogliamo arrivare?

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Stiamo comettendo un delitto contro la Terra», ha esclamato in modo accorato don Albino Bizzotto dei Beati i costruttori di pace. «Attenzione, noi non siamo contro la Pedemontana - ha ricordato Alfio Piotto, che è stato il regista di tutta la serata - ma per una pedemontana diversa». E una delle sorprese dell'altra sera è venuta dal video realizzato dallo stesso Ente Pedemontana Veneto che fa fatto intravvedere la nuova strada una volta terminata. Essa da Montecchio a Spresiano è tutta una curva, per evitare gli abitati. «Perché non abbiamo preso esempio dagli antichi romani e non si è seguito il percorso molto più breve della vecchia Postumia?» si è chiesto don Albino Bizzotto.

(fonte: Il Gazzettino del 24.01.2013 a cura di Silvano Bordignon)